Difficile rispondere sinteticamente.
Difficile rispondere scrivendo e senza poter fare esempi pratici.
Così cercherò comunque di trasferirti qualcosa della mia esperienza in camera oscura.
Intanto il bagno di sviluppo: dovresti standardizzarti su un unico tipo, magari dopo averne provati diversi.
Personalmente sono da anni un estimatore della formula di BEERS (se vuoi ti posso far avere le formule, ma devi prepararli da solo partendo dai chimici puri) che apprezzo per le possibilità di variare, moderatamente, il grado di contrasto e soprattutto per la "lentezza" dell'azione di sviluppo, che consente, con un po' di esperienza, di controllare la stampa finale fin da questa fase (risparmiando così anche sulla carta per prove).
Riesco ormai abbastanza facilmente a "leggere" un negativo - uno dei vantaggi del gap generazionale, dato che da anni non sono più studente

- comunque faccio le prove con delle strisce di carta politenata, anche scaduta, che taglio al buio e posiziono nelle zone più critiche/significative del negativo proiettato già alle dimensioni dell'ingrandimento desiderato. Espongo questa sorta di provino in fasi successive, coprendolo parzialmente con un cartoncino ed esponendo, ad esempio, per step di 10 secondi in 10 secondi, cosicché, alla fine, la prima zona avrà avuto 60 secondi di luce (diaframma invariato) e l'ultima 10 (se gli step sono 6). In questo modo ci si può far un'idea abbastanza precisa dei parametri da adottare per la stampa finale.
Utilizzo quindi carta baritata (prediligo la Tetenal e per un periodo ho potuto disporre anche di carta Fortepan, ma credo che ormai non sia più prodotta) indifferentemente a gradazione (contrasto fisso) o a contrasto variabile ( da decidere con i filtri).
Per i tempi uso un temporizzatore per ingranditori (non costano molto e la costanza dei tempi di esposizione è importante).
Per la carta da anni mi servo di un negozio di Roma (città dove vado spesso per motivi familiari) ed eventualmente in privato posso dartene gli estremi.
Insomma adesso è bene che mi fermi ma come vedi l'argomento è molto ampio.
Certamente la lettura di "LA STAMPA" di Ansel Adams ed Zanichelli potrà aiutarti (cito il primo che mi viene a mente, ma ci sono diverse pubblicazioni valide sull'argomento).
Sperando di esserti stato d'aiuto - sono certo che in questo nostro forum troverai anche altri ben più autorevoli aiuti - sono felice che una persona giovane voglia dedicare tempo e risorse a questa tecnica, ormai quasi artigianale.
Ciao.