Qualcuno ha interpretato il mio silenzio come una latitanza ma in realtà non si è trattato di latitanza quanto di titubanza a parlare di una fotocamera della quale è veramente difficile parlare se non in termini assolutamente entusiasmanti e poiché nei giorni passati anche in questo Forum si è letto di tutto e di più anche da parte di chi non ha mai preso la macchina in mano il timore che mi ha frenato non è stato certamente leggero.
A parte qualche scatto scarsamente significativo (in primis i miei inviati da Milano) e le solite critiche gettate sul tavolo per il gusto di criticare, fino ad ora si è parlato dei risultati di questa straordinaria nuova LEICA in modo assolutamente superficiale, in qualche caso a sproposito, spesso per sentito dire (ma poi sentito da chi, se a provarla veramente sul campo e a fondo, con le ottiche più critiche, siamo stati veramente in pochi e ancora non abbiamo finito?), comunque in molti casi con una punta di critica gratuita quasi a voler cercare a tutti i costi difetti che sinceramente fino a questo momento non sono riuscito a vedere.
Solo ora è possibile condurre un test attendibile essendo gli scatti inviati da Milano in occasione della presentazione frettolosi e soprattutto fatti con una macchina il cui firmware era ancora piuttosto grezzo.
Veniamo al sodo: la nuova M9 è la digitale di LEICA che avremmo voluto fin da subito e che rappresenta realmente un punto fermo nella storia di Leica.
Senza timori di essere troppo smentito mi verrebbe da affermare che la M9 riveste, nella gamma delle fotocamere digitali di Solms, la stessa importanza che rivestì nel 1954 la M3 in campo analogico.
Sotto il profilo meccanico l’otturatore “canta” esattamente come quello della M8.2, silenzioso e discreto, mentre sotto il profilo elettronico la macchina è totalmente differente dalla M8 e dalla M8.2, l’hardware è più complesso e la componentistica assorbe quindi molta più di corrente dalla batteria che potrebbe anche rivelarsi di autonomia leggermente più ridotta.
La scarsa durata della batteria nuova fornita con la macchina non è indicativa della reale autonomia in quanto questo tipo di accumulatore richiede, per raggiungere la piena capacità di carica, un certo numero di cicli di carica-scarica e quindi dare un giudizio su batterie caricate un paio di volte sarebbe sbagliato.
La mancanza dell’oblò superiore contenente i dati sullo stato della batteria e sugli scatti residui a disposizione costringe a premere un pulsante chiamato “INFO” che potrebbe anche essere sottoposto a superlavoro con conseguente usura eccessiva.
Il telemetro è brillante e preciso, le informazioni sul tempo di scatto in automatico entrano ovviamente nel campo inquadrato ma secondo me non disturbano come non disturbavano nella M7 analogica.
Il pieno formato è ovviamente determinante sia sotto l’aspetto della resa finale sia sotto quello dell’approccio mentale che ha sofferto non poco della limitazione dovuta al crop 1,33 dei due modelli precedenti.
Anche se alla fine in molti ci siamo mentalmente assuefatti all’inquadratura “ritagliata” vi assicuro che montare un 21 e finalmente inquadrare come su una M tradizionale solleva veramente lo spirito.
Ho iniziato ovviamente con i grandangolari perché uno dei principali vantaggi del pieno formato sta proprio nelle lunghezze focali corte e ultracorte quindi ho scattato con il Tri Elmar 16/18/21 a 16mm , con il 24/2,8 Elmarit asph e con il 21/2,8 Elmarit asph.
Ho provato la macchina anche con un Summilux 35 preasferico tra i primi prodotti proprio per vedere anche il comportamento ai bordi di un’ottica certamente non progettata pensando al sensore.
In particolare vorrei invitarvi a guardare bene il crop della foto dei foulards, scattata con il Summilux 35 a tutta apertura: è incredibile come il sensore di M9 restituisca tutta la poesia e il fascino di questa ottica al punto da sembrare più una scansione da diapositiva che uno scatto originale.
Volutamente non ho utilizzato il nuovo Lux 24/1,4 in quanto, come ha avvertito LEICA, diaframmato a tutta apertura e comunque fino a f/2,8 introduce una evidente vignettatura agli angoli del fotogramma (ma si comporta nello stesso modo anche in pellicola, come tutti i superluminosi).
La resa è incredibile soprattutto se si lavora in DNG non compresso e ci si stanca veramente di ingrandire a monitor ma anche il DNG “ridotto” sforna files di una qualità eccezionale e visibilmente più ricchi di particolari di quelli della M8.2 anche se questa ricchezza è dovuta in buona parte al sensore pieno formato.
Il rumore elettronico è incredibilmente ridotto rispetto alle precedenti M8/M8.2 e mediamente, a 1250 ISO, è visibilmente inferiore a quello che compariva nei modelli precedenti a 640 ISO.
L'ultima foto, che per differenza di diaframmi tra l'interno e l'esterno è quasi un controluce, evidenzia l'assenza totale di fenomeni di "purple" anche nei punti critici.
La saturazione colore, nella primissima versione del firmware talmente alta da essere quasi irreale, è stata ridotta nella successiva release ma sono del parere che si potrebbe tranquillamente ridurre ulteriormente sebbene in post produzione sia sempre possibile intervenire.
Il buffer di memoria della macchina è decisamente performante e permette di scattare anche in DNG non compresso (circa 40 Mb a scatto) senza il minimo rallentamento operativo.
Meno entusiasmante l'operazione di visione degli scatti sul monitor della macchina, piuttosto lento se si ingrandisce, ma non va dimenticato che i files non sono certamente piccoli e quindi il processore è sottoposto ad un lavoro non indifferente.
Questi i primi scatti accompagnati in alcuni casi dal relativo ingrandimento.
Nei prossimi giorni aggiungerò altre immagini scattate con altre ottiche e esamineremo il comportamento alle varie sensibilità ma non aprirò nuovi argomenti perchè le inserirò a seguire.
Ciao
Roberto
Tri Elmar 16/18/21 a 16 mm - 1250 ISO

Tri Elmar 16/18/21 a 16 mm - 1250 ISO

Tri Elmar 16/18/21 a 16 mm - 1250 ISO

Summilux 35 preasferico - 160 ISO

Summilux 35 preasferico - 160 ISO (crop della precedente)

Summilux 35 preasferico - 160 ISO

Summilux 35 preasferico - 160 ISO (crop della precedente)

Summilux 35 preasferico - 160 ISO

Elmarit 24/2,8 asph - 640 ISO

Elmarit 24/2,8 asph - 640 ISO (crop della precedente)
