stampa a contatto da negativo digitale
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stampa a contatto da negativo digitale
Ciao a tutti,
qualcuno di voi ha mai praticato questa tecnica di stampa a casa?
Nel caso volessi provare, avete dei consigli da darmi?
Ho trovato questo libro, sembra che l'autore sia un guru di questa tecnica, "Making Digital Negatives for Contact Printing" di Dan Burkholder, ma prima di comprarlo vorrei raccogliere le vostre esperienze.
Grazie
qualcuno di voi ha mai praticato questa tecnica di stampa a casa?
Nel caso volessi provare, avete dei consigli da darmi?
Ho trovato questo libro, sembra che l'autore sia un guru di questa tecnica, "Making Digital Negatives for Contact Printing" di Dan Burkholder, ma prima di comprarlo vorrei raccogliere le vostre esperienze.
Grazie
ciao,
Massimo
"Non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie" Ansel Adams
_________________
http://madeva71.wix.com/photographer
Massimo
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- Michele Azzali
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
C' è un tizio in Portogallo che fa cose egregie, guarda qui:
https://www.youtube.com/watch?v=sDsUv4qPt6o
Poi, anche senza stampare al platino, si può fare anche con il "normale" argento e la luce del bagno...
https://www.youtube.com/watch?v=sDsUv4qPt6o
Poi, anche senza stampare al platino, si può fare anche con il "normale" argento e la luce del bagno...

Spesso quello che cerchi è dentro di te... oppure nel frigo!
http://www.photomaz.com/
https://www.instagram.com/photomaz59/
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- Giuseppe Papale
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
Certamente interessante, ed anche 'magico' come le stampe tradizionali.
Però, al di la del piacere personale di seguire tale metodica, mi sorge una spontanea domanda alla quale gradirei una risposta: che differenza c'è in termini qualitativi (o magari di altro tipo) rispetto ad una stampa realizzata con sistema ink-jet dedicato al BW ?
Grazie sia della segnalazione che dell'auspicabile risposta
Però, al di la del piacere personale di seguire tale metodica, mi sorge una spontanea domanda alla quale gradirei una risposta: che differenza c'è in termini qualitativi (o magari di altro tipo) rispetto ad una stampa realizzata con sistema ink-jet dedicato al BW ?
Grazie sia della segnalazione che dell'auspicabile risposta

Cordialità
Giuseppe
http://www.flickr.com/photos/gippo1948/sets" onclick="window.open(this.href);return false;
Giuseppe
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- Michele Azzali
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
Bravo Giuseppe, hai messo il dito nella piaga. Dunque, mi sembra chiaro che lo scopo di tale procedimento è quello di ottenere una stampa di tipo tradizionale, cioè chimica, da un file digitale.
Nel caso della stampa al platino si dovrebbe avere una ricchezza tonale e una gamma di contrasto assolutamente unica, una gioia per gli occhi, qualcosa che supera di molto le normali stampe ai sali d'argento. Dico dovrebbe perchè non ho alcuna esperienza col platino e non ho neanche visto molte stampe eseguite con l'emulsione del prezioso metallo, ma, a detta di chi le fa, non c'è confronto. Il fatto è che questo ha senso se la stampa viene fatta con un ingranditore, cioè col solo passaggio da negativo a carta. Ancora meglio se il negativo è grande e lo si può stampare per contatto.
Ma qui c'è un passaggio in più! Cioè prima si realizza un negativo digitale stampando un file in negativo con una stampante/plotter inkjet su una pellicola speciale, dopodichè è quest'ultima che viene messa a contatto con la carta al platino. E' evidente che la qualità finale sarà quella del negativo, cioè della stampa inkjet. Allora perchè non realizzare direttamente la stampa positiva? Sicuramente qui c'è una perdita di qualità dovuta al passaggio in più, che se non è nei toni, sarà senz'altro nella nitidezza.
Dicono, i soliti intenditori, che una stampa al platino ha durata illimitata nel tempo, che è un oggetto unico, prezioso.
Prezioso lo sarà di sicuro visti i costi. Quanto alla durata, non c'è dubbio che siamo tutti legati alla qualità del supporto, cioè della carta. E' quella che decade per prima! Sia essa destinata al platino palladio, ai sali d'argento o ai pigmenti di carbone.
Per cui caro Giuseppe, caro Massimo, faccio sfoggio del mio notorio pragmatismo e dico che personalmente non vedo alcun motivo per stampare a contatto da un negativo realizzato con l'inkjet. Se voglio una stampa tradizionale è molto meglio il procedimento classico: pellicola, ingranditore, bacinelle... è l'unico sistema per avere risultati confrontabili con quelli degli ottimi pigmenti sapientemente spruzzati fra le fibre del cotone.
Vuoi col platino, vuoi con l'argento.
Poi, se uno vuole sperimentare, se vuole il fascino e la magìa... al cuor non si comanda.
Nel caso della stampa al platino si dovrebbe avere una ricchezza tonale e una gamma di contrasto assolutamente unica, una gioia per gli occhi, qualcosa che supera di molto le normali stampe ai sali d'argento. Dico dovrebbe perchè non ho alcuna esperienza col platino e non ho neanche visto molte stampe eseguite con l'emulsione del prezioso metallo, ma, a detta di chi le fa, non c'è confronto. Il fatto è che questo ha senso se la stampa viene fatta con un ingranditore, cioè col solo passaggio da negativo a carta. Ancora meglio se il negativo è grande e lo si può stampare per contatto.
Ma qui c'è un passaggio in più! Cioè prima si realizza un negativo digitale stampando un file in negativo con una stampante/plotter inkjet su una pellicola speciale, dopodichè è quest'ultima che viene messa a contatto con la carta al platino. E' evidente che la qualità finale sarà quella del negativo, cioè della stampa inkjet. Allora perchè non realizzare direttamente la stampa positiva? Sicuramente qui c'è una perdita di qualità dovuta al passaggio in più, che se non è nei toni, sarà senz'altro nella nitidezza.
Dicono, i soliti intenditori, che una stampa al platino ha durata illimitata nel tempo, che è un oggetto unico, prezioso.
Prezioso lo sarà di sicuro visti i costi. Quanto alla durata, non c'è dubbio che siamo tutti legati alla qualità del supporto, cioè della carta. E' quella che decade per prima! Sia essa destinata al platino palladio, ai sali d'argento o ai pigmenti di carbone.
Per cui caro Giuseppe, caro Massimo, faccio sfoggio del mio notorio pragmatismo e dico che personalmente non vedo alcun motivo per stampare a contatto da un negativo realizzato con l'inkjet. Se voglio una stampa tradizionale è molto meglio il procedimento classico: pellicola, ingranditore, bacinelle... è l'unico sistema per avere risultati confrontabili con quelli degli ottimi pigmenti sapientemente spruzzati fra le fibre del cotone.
Vuoi col platino, vuoi con l'argento.
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- Marco Pampaloni
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
Oppure come qualcuno fa con ingranditore progettato ad hoc proietta direttamente il file e stampa poi in modo tradizionale senza "passare" dal negativo a contatto.
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ciao a tutti
Marco
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
Ho fatto fare una stampa a Torino con il metodo DeVere, ovvero un ingranditore che stampa partendo da un file TIFF con il classico metodo su carta Ilford FB, ottimo risultato, ma costa una fortuna.Marco Pampaloni ha scritto:Oppure come qualcuno fa con ingranditore progettato ad hoc proietta direttamente il file e stampa poi in modo tradizionale senza "passare" dal negativo a contatto.
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A casa ho iniziato a stampare con una Epson R2400, per adesso in prevalenza con nero matt su supporti opachi (dall'economica Epson Archivial Matt all'eccellente Hanhnemulhe Photo Rag 308 gr/mq) con discreti risultati. Sicuramente apprezzo l'immediatezza del processo ed il limitato spazio richiesto per attrezzarsi in casa.
Non credo esista in assoluto un metodo migliore dell'altro, dipende molto dai gusti e anche dalla foto che si stampa.
Ma per quanto valga la mia opinione, a livello di risultato finale, per adesso continuo a preferire la stampa su carta Ilford FB.
Ho appena ordinato un pacco di carta Harman by Hanhnemulhe Gloss Baryta per fare delle stampe con il nero Photo, vedremo se i risultati saranno più convincenti.
La stampa a contatto quindi, tralasciando il costo, al momento la v do come una possibilità di coniugare la praticità della stampa ink jet con la stampa finale su carta baritata con metodo classico. Tra l'altro mi permetterebbe anche di sperimentare un processo di stampa (a meno dell'uso dell'ingranditore) che non ho mai fatto.
Ciao,
Massimo
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"Non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie" Ansel Adams
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http://madeva71.wix.com/photographer
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- Giuseppe Papale
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
Condivido ogni singolo pensiero, grazie.Michele Azzali ha scritto:Bravo Giuseppe, hai messo il dito nella piaga. Dunque, mi sembra chiaro che lo scopo di tale procedimento è quello di ottenere una stampa di tipo tradizionale, cioè chimica, da un file digitale.
Nel caso della stampa al platino si dovrebbe avere una ricchezza tonale e una gamma di contrasto assolutamente unica, una gioia per gli occhi, qualcosa che supera di molto le normali stampe ai sali d'argento. Dico dovrebbe perchè non ho alcuna esperienza col platino e non ho neanche visto molte stampe eseguite con l'emulsione del prezioso metallo, ma, a detta di chi le fa, non c'è confronto. Il fatto è che questo ha senso se la stampa viene fatta con un ingranditore, cioè col solo passaggio da negativo a carta. Ancora meglio se il negativo è grande e lo si può stampare per contatto.
Ma qui c'è un passaggio in più! Cioè prima si realizza un negativo digitale stampando un file in negativo con una stampante/plotter inkjet su una pellicola speciale, dopodichè è quest'ultima che viene messa a contatto con la carta al platino. E' evidente che la qualità finale sarà quella del negativo, cioè della stampa inkjet. Allora perchè non realizzare direttamente la stampa positiva? Sicuramente qui c'è una perdita di qualità dovuta al passaggio in più, che se non è nei toni, sarà senz'altro nella nitidezza.
Dicono, i soliti intenditori, che una stampa al platino ha durata illimitata nel tempo, che è un oggetto unico, prezioso.
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Vuoi col platino, vuoi con l'argento.
Poi, se uno vuole sperimentare, se vuole il fascino e la magìa... al cuor non si comanda.
Aggiungo solamente che deve essere molto gratificante ottenere stampe con il siffatto sistema.
Cordialità
Giuseppe
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- Michele Azzali
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
Questo per me ha già molto più senso.Marco Pampaloni ha scritto:Oppure come qualcuno fa con ingranditore progettato ad hoc proietta direttamente il file e stampa poi in modo tradizionale senza "passare" dal negativo a contatto.
Cioè, è proprio il "doppio passaggio" che mi da fastidio.
La mia opinione: sicuramente in termini di nitidezza vedrai un leggero ma percepibile miglioramento, mentre in termini di profondità dei toni no, anzi. Ma sempre "appena appena".madeva ha scritto:Ho appena ordinato un pacco di carta Harman by Hanhnemulhe Gloss Baryta per fare delle stampe con il nero Photo, vedremo se i risultati saranno più convincenti.

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- manuel.zanetti
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Re: stampa a contatto da negativo digitale
Cerco di dare il mio contributo.
Come alcuni qui sanno, sto cercando di imparare l'uso di una fotocamera folding 8x10" per poi stampare a contatto.
Ho fatto un workshop sulla stampa Platino e Palladio che mi ha entusiasmato sotto tutti i punti di vista. A differenza di Massimo io ho voluto analogica anche la fase di ripresa, questo per un mio discorso di fotografia meditativa e di liberazione tecnologica.
Naturalmente alle foto che riterrò "degne", voglio riservare il PL/PT; alle altre la stampa all'argento.
Anche io avevo pensato al negativo digitale per potere portare la foto di reportage al PL/PT. Giancarlo Vaierelli, noto stampatore di questa tecnica, loda molto questa possibilità odierna anche se ammette di avvalersi di tecnici esterni per realizzare tali negativi.
Togliendo il discorso sul PL/PT a cui Massimo non aveva fatto riferimento, penso anche io che la qualità della stampa digitale oggi sia altissima ma ognuno di noi trova la "quadra" del fotografare alla sua maniera. Finita tutta la catena file / post produzione / negativo / Stampa probabilmente Massimo otterrà un risultato di sicuro valore. Come sicuramente ottiene il nostro Roberto Frieri con le sue bellissime stampe pigmenti carbone o il nostro Paolo Aufieri con le sue stampe analogiche da ingranditore.
Faccio mie le parole di Michele:" Poi, se uno vuole sperimentare, se vuole il fascino e la magìa... al cuor non si comanda".
Come alcuni qui sanno, sto cercando di imparare l'uso di una fotocamera folding 8x10" per poi stampare a contatto.
Ho fatto un workshop sulla stampa Platino e Palladio che mi ha entusiasmato sotto tutti i punti di vista. A differenza di Massimo io ho voluto analogica anche la fase di ripresa, questo per un mio discorso di fotografia meditativa e di liberazione tecnologica.
Naturalmente alle foto che riterrò "degne", voglio riservare il PL/PT; alle altre la stampa all'argento.
Anche io avevo pensato al negativo digitale per potere portare la foto di reportage al PL/PT. Giancarlo Vaierelli, noto stampatore di questa tecnica, loda molto questa possibilità odierna anche se ammette di avvalersi di tecnici esterni per realizzare tali negativi.
Togliendo il discorso sul PL/PT a cui Massimo non aveva fatto riferimento, penso anche io che la qualità della stampa digitale oggi sia altissima ma ognuno di noi trova la "quadra" del fotografare alla sua maniera. Finita tutta la catena file / post produzione / negativo / Stampa probabilmente Massimo otterrà un risultato di sicuro valore. Come sicuramente ottiene il nostro Roberto Frieri con le sue bellissime stampe pigmenti carbone o il nostro Paolo Aufieri con le sue stampe analogiche da ingranditore.
Faccio mie le parole di Michele:" Poi, se uno vuole sperimentare, se vuole il fascino e la magìa... al cuor non si comanda".
Manuel Zanetti