Forse potro' sembrare un po' tropp "tecnico", ma penso che chi "mastica" un po' di elettronica trovera' questo mio post interessante... Ho promesso di svelare cosa c'e' dentro al sincronizzatore ed ho gia' descritto quale e' la sua funzione, ora vediamo come lo ho costruito. Tralascio i dettagli di progettazione del circuito della sua realizzazione (questo non e' un Forum specializzato in autocostruzione di dispositivi elettronici) e posto le foto dei particolari.
Qui siamo in fase di programmazione del Firmware del microcontrollore: il tutto e' connesso ad un PC portatile (fuori campo) su USB mediante interfaccia di programmazione PICKIT2 della Microchip. Io programmo i microcontrollori di questa famiglia in Assembler.
Questo e' il mio dispositivo di interfaccia "personalizzato": permette di passare dalla fase di programmazione a quella di test solo spostando il deviatore lungo il cavo dati, senza staccare il microcontrollore dal programmatore e porlo sul dispositivo ad ogni tentativo.
Questa e' la schedina col microcontrollore programmato in sede definitiva vista da sopra: sulla basetta c'e' anche il fotoaccoppiatore che isola il circuito dai circuiti della fotocamera ed il piccolo pannellino con i due led bicolori ed i commutatori per l' accensione e la selezione del tipo di sincronismo da usare (X,M o F).

Stessa basetta vista da sotto....
... e dal davanti.
Questa e' la basetta con il circuito di interfaccia verso il flash, che permette di usare tanto flash che operano con tensioni alte (fino a 400 Volt) che quelli che richiedono forti correnti (fino a 4 Amper).
Stessa basetta vista da sotto.
Le due basette sovrapposte, viste da destra....
...e da sinistra.
Questo e' il connettore speciale per l' attacco del lampeggiatore Leitz: non lo ho trovato in commercio e quindi ho optato per la sua autocostruzione, partendo da due lamine di acciaio inox che scorrono l' una sull' altra per trattenere il plug Leitz del filo, il tutto per conservare il connettore originale del CEYOO Leitz.
Basetta di supporto dei due trimmer e del commutatore che permettono di usare due fotocamere diverse, impostandone separatamente i due shutter-lags. C'e' inoltre supporto per le due pile da 3V al litio. Il piccolo connettore a tre poli serve per connettere un tester e rilevare sia la tensione interna di alimentazione del circuito che quella presente sull' ingresso analogico del microcontrollore per ciascuna delle due posizioni del piccolo commutatore che connette al circuito un trimmer alla volta (ciascun trimmere permette di impostare una tensione direttamente proporzionale allo "shutter lag" di una specifica fotocamera digitale).
Altra vista dello stesso particolare.
Particolare delle basette del piede di appoggio, che preleva anche il segnale di sincronismo di tipo "X" dalla slitta portaflash della fotocamera (oltre che, ovviamente, a servire da supporto al tutto). Sui lati del piede sono presenti i connettori Jack da 2,5 e 3,5 mm. che collegano il sincronizzatore al pulsante di scatto sulla impugnatura a pistola ed al connettore per lo scatto esterno della fotocamera.
Altra vista dei circuiti del piedino....
Le parti del telaio / contenitore della apparecchiatura, realizzate in alluminio e verniciate nero semilucido.
Altra vista degli stessi particolari metallici.
Le targhette disegnate al CAD, stampate in negativo e plastificate e delle coperture in vero cuoio, incollato su supporto plastico rigido.
L' assieme del connettore dedicato Leitz, montato sul coperchio laterale. Isolamento in bachelite.
Particolari dell' assieme batterie e trimmers di regolazione dei tempi.
Ancora portabatterie e trimmers, particolari montati.
Assieme completo portabatterie e trimmers: costituisce una delle due parti laterali del dispositivo completo.
Assieme parzialmente montato del piede.
Vista del piede, basetta con i connettori dello scatto remoto non ancora in posizione.
Piede completo, pronto per il montaggio sotto al dispositivo.
Esploso dell' intero corpo del dispositivo, parzialmente montato.
Altra vista, tre lati gia' chiusi.
Altra vista, chiusura quasi completata.
Dispositivo visto dal di sotto, piede ancora smontatao.
Altra vista similare.
Dispositivo montato, targhette e pannellini di finitura ancora da applicare.
Dispositivo visto di fronte, completo.
Dispositivo visto da dietro, completo.
Dispositivo visto dal lato destro, completo.
Dispositivo visto dal lato sinistro, completo.
Schema elettrico del dispositivo: le diciture sono in Inglese perche' lo avevo postato su un Forum internazionale Sony-Minolta, comunque immagino che non ci sia bisogno di traduzioni. Notare che il tutto non puo' funzionare senza il programma da inserire nel microcontrollore, che posso fornire a chi e' interessato in MP. Se si desidera costruire una versione "semplificata" di questo apparato, utilizzabile direttamente sulla fotocamera, idonea ad interfacciare sia vecchi flashes elettronici con innesco in alta tensione e anche lampadine monouso a filamento, ma con la limitazione al solo sincronismo di tipo "X", si puo' omettere il microcontrollore che genera tutte le temporizzazioni e costruire solo la parte destra del circuito, dalla linea verticale dello schema che inizia con la resistenza da 10 kOhm al pulsante P1. Serve, ovviamente, connettere le batterie alla linee superiore ed inferiore di alimentazione (rispettivamente positiva e negativa), occorre il "power switch", ma si puo' tranquillamente omettere il regolatore di tensione "low drop" tipo LM2936-Z5, a patto di utilizzare batterie con tensione appropriata (6 Volt).
Foto di prova "indoor* con Konica-Minolta 7D, lampadina flash Sylvania M3B da circa due metri.
Altra foto similare, certamente senza alcuna pretesa artistica, solo per collaudare l' apparecchiatura in sincronismo "M".
Scusatemi se sono stato un po' "prolisso", ma deve essere causa della mia professione che mi spinge a dare tutti i ragguagli possibili: sono un insegnante tecnico-pratico presso una scuola superiore ad indirizzo tecnico.
Ah, ultima cosa: forse a qualcuno puo' interessare anche come si determina il valore (in millisecondi) dello "shutter lag* (ritardo allo scatto) di una DSLR: anche per tale uso ho dovuto autocostruirmi un apparecchietto specifico, comunque anche la teoria e' interessante.
Ciao.
Luca