Come da titolo, alla chiusura dei battenti, mentre salutavo gli ultimi amici, l'ho visto che stava rientrando nello scatolone, con tutti gli altri "orfanelli" non adottati. Tutto nero, largo di diametro come il cron testa svitabile, ma di un terzo più corto, ed il peso? metà se va bene.
Forma da summilux, anzi, da noctilux 1,2. l'ho puntato come un setter ed ho cominciato a palpeggiarlo ed osservarlo da vicino: 85mm f.2 Jupiter8, passo a vite 39x1, belle lenti pulite, meccanica ... un pò russa.
Tira e molla breve, che deve andare...

Mio.
Bella resa, dai primi test, ma c'è il backfocus...
Ho letto che gli obiettivi russi postbellici (e questo è del 1976) per le macchine a telemetro fed zorki ecc. non sono esattamente compatibili con i corpi Leica. Essendo copie, cloni spesso, degli obiettivi tedeschi Zeiss, hanno in comune il calcolo per l'accoppiamento al telemetro ... della Contax! L'eterna rivale di Leica, progettata come rapporto base tra telemetro e camma sulla base di un obiettivo standard da 52,8mm di focale effettiva, che sarà in Russia l'Helios. Tutte le camme degli altri obiettivi sono costruite su questo rapporto, che per Leica si basa su di una focale di 51,2 circa.
Finchè si usano grandangoli e normali non troppo luminosi diciamo che va tutto bene, la profondità di campo maschera a sufficienza.
Non così con un tele luminoso come l'85 f.2, un Sonnar a tutti gli effetti.
Qualcuno ha delle soluzioni percorribili per ricondurre il mulo testardo sulla retta via della messa a fuoco?
Ad un metro sballa di circa 5 cm , e man mano che ci si allontana il difetto tende a sparire (cioè a rimanere di 5cm, credo...)
Intervenite comunque, la discussione tecnica è aperta anche se non si hanno soluzioni.
Grazie e buona serata