Il focus shift negli obiettivi.
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- Felice Volpe
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Il focus shift negli obiettivi.
Vagolando qua e là nei vari forum italiani ed esteri mi sono imbattuto in una discussione sul focus shift per cui in alcuni obiettivi il fuoco non è costante alle varie aperture del diaframma. Pare che ne sia affetto il 35 mm asferico ultima versione (se ricordo bene).
E' possibile avere un illuminato parere dagli esperti?.
Grazie e saluti
Felice
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Grazie e saluti
Felice
Felice Volpe
photographus vulgaris
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- Mario Grazioso
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Felice, non sono un esperto e ti dico che ho letto anch'io del problema ma non me la sentirei di dire che TUTTI i Lux 35mm Asph. soffrono del problema.
Anche perchè io il Summilux 35mm Asph. lo possiedo e lo ritengo eccellente, così come lo giudicano ottimo altri miei amici che cel'hanno senza aver avuto problemi di sorta.
Credo che anche quì, sul nostro forum, molti lo usino con soddisfazione.
Io credo che sul forum internazionale spesso basti gridare "Al Lupo, Al Lupo" e..... tutto si sgrana come un rosario rotto.
Anche perchè io il Summilux 35mm Asph. lo possiedo e lo ritengo eccellente, così come lo giudicano ottimo altri miei amici che cel'hanno senza aver avuto problemi di sorta.
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Ciao
Mario
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- Ario Arioldi
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Re: Il focus shift negli obiettivi.
Per quanto io ho capito il fenomeno del focus shift, per cui chiudendo il diaframma il piano ottimale di fuoco si allontana, è presente in qualche misura in tutti gli obiettivi in conseguenza del fatto che diaframmando vengono bloccati i raggi luminosi che passano per la zona periferica della lente (che convergono in prevalenza su piani più ravvicinati) ed i sistemi obiettivo/telemetro sono in genere calibrati con il diaframma molto aperto.Felice Volpe ha scritto:Vagolando qua e là nei vari forum italiani ed esteri mi sono imbattuto in una discussione sul focus shift per cui in alcuni obiettivi il fuoco non è costante alle varie aperture del diaframma. Pare che ne sia affetto il 35 mm asferico ultima versione (se ricordo bene).
E' possibile avere un illuminato parere dagli esperti?.
Grazie e saluti
Felice
In genere però questo fenomeno è compensato dal fatto che la profondità di campo nel contempo aumenta e quindi il difetto di fuoco non è visibile.
Ripeto, questo è quello ch io ho capito, ma non sono e non pretendo di essere un esperto.
Ciao,
Ario
- Roberto Piero Ottavi
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- Andrea De Sanctis
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Ha ragione Ario,il focus shift,in italiano trasfocazione,è un fenomeno che riguarda tutti gli obiettivi,un diaframma chiuso allunga la focale e viceversa,ma le ottiche di gran classe presentano questo "difetto" in maniera trascurabile ed ampiamente neutralizzato dalla profondità di campo,per fare questo è necessario che la focale sia la più precisa possibile ai diaframmi più aperti ed alle distanze più brevi,sì perchè la focale dipende anche dalla distanza di messa a fuoco,per definizione la lunghezza focale di un obiettivo è la distanza tra il centro ottico ed il piano di messa a fuoco quando il soggetto è all'infinito,per infinito si usa,per convenzione,una distanza pari ad almeno 1000 volte la lunghezza focale.
E' anche questo il motivo della difficoltà della sagomatura della camme telemetriche,ed anche la ragione per la quale leica indica con due numerini la lunghezza focale effettiva di un dato obiettivo,un solo numerino,dietro il pulante di messa a fuoco, nelle ottiche vecchissime.
La formattazione di questo forum non consente di spiegarmi meglio con formule,ma per chi non dispone di un buon testo di fisica per il IV anno dei licei,può essere utile consultare gli articoli di Michele Vacchiano su Nadir,che non riguardano direttamente questo fenomeno,ma aiutano a capire la complessità dell'ottica fotogafica nei suoi molteplici aspetti:
http://www.michelevacchiano.com/formule.htm
Ciao
E' anche questo il motivo della difficoltà della sagomatura della camme telemetriche,ed anche la ragione per la quale leica indica con due numerini la lunghezza focale effettiva di un dato obiettivo,un solo numerino,dietro il pulante di messa a fuoco, nelle ottiche vecchissime.
La formattazione di questo forum non consente di spiegarmi meglio con formule,ma per chi non dispone di un buon testo di fisica per il IV anno dei licei,può essere utile consultare gli articoli di Michele Vacchiano su Nadir,che non riguardano direttamente questo fenomeno,ma aiutano a capire la complessità dell'ottica fotogafica nei suoi molteplici aspetti:
http://www.michelevacchiano.com/formule.htm
Ciao
Andrea
Σκιᾶς ὄναρ ἄνθρωπος (Pindaro)
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- Felice Volpe
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Ringrazio tutti per gli interventi.
Mi rimane il dubbio che quando nel forum si parla di errori di messa a fuoco di un obiettivo alle varie distanze, a meno che le misure non siano state fatte alla stessa apertura, possa trattarsi di trasfocazione e non di un errore di camme. In questo caso un intervento sulle camme sarebbe sconsigliabile. Inoltre com'è possibile far combacciare la curvatura delle camme per rimediare alla trasfocazione ad aperture diverse? E' sufficiente la profondità di campo per assorbirle?
Agli amici che vorranno rispondere: se i miei quesiti sono dovuti a cattiva interpretazione è sufficiente farmelo notare senza perdere tempo in spiegazioni che immagino complicate.
Grazie
Felice
Mi rimane il dubbio che quando nel forum si parla di errori di messa a fuoco di un obiettivo alle varie distanze, a meno che le misure non siano state fatte alla stessa apertura, possa trattarsi di trasfocazione e non di un errore di camme. In questo caso un intervento sulle camme sarebbe sconsigliabile. Inoltre com'è possibile far combacciare la curvatura delle camme per rimediare alla trasfocazione ad aperture diverse? E' sufficiente la profondità di campo per assorbirle?
Agli amici che vorranno rispondere: se i miei quesiti sono dovuti a cattiva interpretazione è sufficiente farmelo notare senza perdere tempo in spiegazioni che immagino complicate.
Grazie
Felice
Felice Volpe
photographus vulgaris
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Ciao Felice!Felice Volpe ha scritto:Ringrazio tutti per gli interventi.
Mi rimane il dubbio che quando nel forum si parla di errori di messa a fuoco di un obiettivo alle varie distanze, a meno che le misure non siano state fatte alla stessa apertura, possa trattarsi di trasfocazione e non di un errore di camme.
...Grazie
Felice
in estrema sintesi:
Quando nel forum si parla di errori di messa a fuoco di un obiettivo alle varie distanze si fa riferimento sempre ad errori alla massima apertura del diaframma.
Il focus shift interviene solo se si chiude il diaframma.
Lo scivolamento del fuoco avviene, per quanto mi consta, sempre in direzione di un Back Focus, e questo, sul piano teorico, dovrebbe esacerbare il fenomeno della sfocatura.
Il Noctilux, che è un campione di focus shift (vedi articoli di Puts) e che al banco MTF, quindi nella fotografia di un soggetto piano,
ad F2 non migliora la propria qualità per colpa del Focus Shift. e anche a F5.6 non raggiunge le vette - teoricamente superiori al Summicron 50, se rifocheggiato sul nuovo piano di messa a fuoco determinato dall'allungamento della focale.
In pratica, un esemplare di Noctilux che backfocheggiava (!) a tutte le distanze di messa a fuoco sia a F1 che ad F1.4,
ai diaframmi intermedi funzionava benissimo
- infatti il prededente proprietario non si era accorto di nulla .
Questo ci fa capire,
che anche un obiettivo che nasce col fuoco "posteriore= back focus)" per problemi di camma, fotografando soggetti tridimensionali sul campo, non dà problemi ai diaframmi intermedi;
tantomeno quindi li darà un obiettivo che a tutta apertura mette a fuoco correttamente.
Al banco MTF o fotografando delle mire, il focus shift ha una sua rilevanza,
meno nella foto ad oggetti tridimensionali.
I valori MTf, per dare risultati attendibili, oltre a richiedere strumentazioni costosissime, devono essere ripetuti in gran numero ricavandone una media per risultare significativi sul piano statistico, perchè non è facile trovare il miglior piano di focheggiatura e ottenereil perfetto parallelismo soggetto e strumento MTF che rileva le caratteristiche dell'immagine focheggiata.
Un caro saluto.
Ciao,
Donatello
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- Felice Volpe
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Ehm,Donatello Birsa ha scritto:Ciao Felice!Felice Volpe ha scritto:Ringrazio tutti per gli interventi.
Mi rimane il dubbio che quando nel forum si parla di errori di messa a fuoco di un obiettivo alle varie distanze, a meno che le misure non siano state fatte alla stessa apertura, possa trattarsi di trasfocazione e non di un errore di camme.
...Grazie
Felice
in estrema sintesi:
Quando nel forum si parla di errori di messa a fuoco di un obiettivo alle varie distanze si fa riferimento sempre ad errori alla massima apertura del diaframma
( e come noto, in questa situazione si riscontrano spesso casi di Back focus (rarissimi i casi di Front Focus)per le ottiche problematiche, come certi superluminosi).
Il focus shift (sostanzialmente un allungamento della focale con conseguente spostamento del piano di fuoco) interviene solo se si chiude il diaframma,
non ha quindi senso parlare di ottiche che soffrono di shift focus a T.A. (si tratterebbe, nel caso, di back focus).
Lo scivolamento del fuoco (trasfocazione) avviene, per quanto mi consta, sempre in direzione di un Back Focus, e questo, sul piano
teorico, dovrebbe esacerbare il fenomeno della sfocatura.
Il Noctilux, che è un campione di focus shift (vedi articoli di Puts) e che al banco MTF, quindi nella fotografia di un soggetto piano,
ad F2 non migliora la propria qualità per colpa del Focus Shift. e anche a F5.6 non raggiunge le vette - teoricamente superiori al Summicron 50, se rifocheggiato sul nuovo piano di messa a fuoco determinato dall'allungamento della focale.
In pratica, un esemplare di Noctilux che backfocheggiava (!) a tutte le distanze di messa a fuoco sia a F1 che ad F1.4,
ai diaframmi intermedi funzionava benissimo
- infatti il prededente proprietario non si era accorto di nulla.
Questo ci fa capire,
che anche un obiettivo che nasce col fuoco "posteriore= back focus)" per problemi di camma, fotografando soggetti tridimensionali sul campo, non dà problemi ai diaframmi intermedi (anche se in teoria lo shift focus dovrebbe aggravare il back focus);
tantomeno, diaframmando, darà problemi di shift focus un obiettivo che a tutta apertura mette a fuoco correttamente.
Al banco MTF o fotografando delle mire, il focus shift ha una sua rilevanza,
meno nella foto ad oggetti tridimensionali.
I valori MTf, per dare risultati attendibili, oltre a richiedere strumentazioni costosissime, devono essere ripetuti in gran numero ricavandone una media per risultare significativi sul piano statistico, perchè non è facile trovare il miglior piano di focheggiatura e ottenereil perfetto parallelismo soggetto e strumento MTF che rileva le caratteristiche dell'immagine focheggiata.
Un caro saluto.
l'intervento che ho riportato sopra è una versione quantomeno intelleggibile.
E' solo stata modificata per (spero) rendere più chiaro il concetto.
Sono concetti non complicati,
ma a giudicare dai discorsi che si sviluppano intorno a questi temi, alquanto ostici per molti.
Prova aleggere questa thread del forum internazionale e vedrai che
-in questo caso sul back focus -
le idee sono
poche, ma ben confuse!
http://www.l-camera-forum.com/leica-for ... focus.html
Ultima modifica di Donatello Birsa il gio dic 13, 2007 4:22 pm, modificato 1 volta in totale.
Ciao,
Donatello
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